VOTE ANTONY LATRIPPA final act!!!
Il giorno dopo la farsa elettorale, l’ormai mitica figura di Antony Latrippa, nella mattina che avrebbe dovuto elevarlo a nuovo regio-presidente della più grande potenza planetaria, preso atto della immutabilità degli eventi e della fossilizzazione delle idee, ammessa la sconfitta con un ghigno di rassegnazione e disapprovazione, dopo un saluto fugace all’unica vecchia giornalista idealista accorsa a raccogliere le sue ormai reiette opinioni…lasciato un bacio sulla fronte della madre stanca e una amichevole pacca sulla spalla del padre afflitto, fa fagotto e si ritira…..chi dice al caldo, a curar l'abbronzatura, chi invece a pescare, sulla riva destra del Mississippi, per tornare a riapprezzare il silenzio proprio solo dei pesci e dell’erba alta.
Si dice che sulla strada del ritiro Antony abbia incontrato un suo giovane cugino nero, un diciottenne tossicomane perennemente strafatto di colla, incapace di tenersi un lavoro che gli possa almeno consentire periodiche iniezioni di eroina scadente. Si dice che si siano salutati e abbracciati, e non per convenzione parentelare…che Antony, pur sapendo che il suo giovane familiare a fatica leggesse i menu del McDonald, e ignorasse la politica come arte del compromesso e dell’accattonaggio, gli abbia porto l’ultima copia del suo pamphlet “De li destini del mondo e de li cazzi nostri”. Si dice che il giovane abbia molto apprezzato anche se si dubita che abbia capito il senso e il principio ispiratore che sono alla base del voluminoso trattato. Si dice che il nostro vecchio, non certo di età ma bensì di esperienze e precedenti vite politiche, poco fuori dalla sua città natale, abbia intravisto nell’unico negozio di parrucchiere della zona una sua cara zia….si dice….che questa gli sia corsa incontro e gli abbia battezzato la nuca con un pesante ceffone e che lui le abbia sorriso e le abbia fatto gli auguri per il suo dodicesimo compleanno, che sarebbe caduto di lì a pochi giorni. Si narra…ancora…che lei gli abbia confidato di essersi recata al seggio, con documento falso, sinceramente intenzionata a donargli il voto, ma di non esser risuscita a trovare il suo nome sulla plusdemocratica scheda perforabile. Si racconta che lui le abbia sorriso, come a dire: “insano e bizarro è il paese che pretende firme e attestati bollati, per l’aspirazione alla regia-presidenza…e che non si accontenti di palloncini e cartelloni come manifestazione di volontà e buona fede!!!”. Si racconta….inoltre….che egli abbia riconosciuto nella zia adolescente la reincarnazione del suo spirito indomo e lungimirante, e per ciò le abbia fatto dono del suo personale portafortuna politico, un quadrifoglio ad un petalo e mezzo, e che nell’abbraccio finale abbia confidato in lei e nelle giovani generazioni come speranza di cambiamento.
Si dice e si diranno molte cose su Antony Latrippa, figura politica di così alto valore che tanto influenzerà le scelte del ventunesimo secolo e la nostra stessa vita futura. Per il rispetto che egli incuterà nell’animo anche dei suoi più accesi detrattori, nessuno in futuro potrà fare a meno di pronunciare il suo nome senza prima aver chianato il capo in segno di riconoscenza e costernazione…per non aver capito!
Oltre alla sua ispida e spigolosa faccia impressa su magliettine firmate e al rimorso lancinate, ci resta di costui l’insegnamento, racchiuso in una frase…che, anche se mutuata dall’ormai dimentica massima di Sant’Agostino, pur preservandone gli aspetti significativi e sostanziali, ne assume una veste più incisiva e completa…ricco sarà l’uomo che la accetterà in dono…Amate(mi), fate ciò che volete, e non rompetemi i coglioni!!!
NIN & David Bowie – I’m Afraid of Americans