Atto I/III
Nel caso ve lo foste chiesti, io sono uno di quelli. Uno di quelli che, quando la palestra chiude o fa troppo caldo per andarci, la mattina si sveglia presto, magliettina, calzoncini, scarpe da ginnastica preferite e via.
Sento l’attacco dello stereo. Megalomeniac degli Incubus, un po’ troppo californiani per i miei gusti, ma l’ultimo cd a mio giudizio merita. Stacco l’attacco. Ho una mezza idea di rinviare. Poi ci ripenso. Vado. Anche se guardandomi allo specchio dell’ascensore mi vien voglia di sputarmi in un occhio. Si comincia. Ampia falcata e respirazione regolata. Rallento. Trovo fantastico il fatto che ora possa permettermi il lusso di andare piano, di prendermele comoda, di fare jogging come gli altri. Di mantenermi sui 6 minuti a chilometro. Cosa che non mi era consentita fino ad un anno fa. Maledetti test atletici. Quattro minuti -e trenta-, massimo -e quarantacinque-. Gli insegnamenti però, quelli restano. Si poggia prima la pianta centrale-esterna, per poi spingere con le punte. I talloni puoi anche lasciarli a casa quando vai a correre. Si procede a testa alta. A terra non succede mai nulla d’importante. I glutei stretti. Come nell’attimo finale di una scopata. Per alzare meglio le gambe. Gomiti paralleli al corpo e mani sciolte. Scarpe leggere e basse. Meglio se con la suola consumata. Meno roba metti tra il piede ed il terreno, meglio è! Sento ogni avvallamento, ogni piega della pavimentazione, ogni fottutissima gomma attaccata, ogni cicca di sigaretta, ogni ghianda schiacciata che calpesto. Faccio il primo chilometro, i muscoli cominciano a tendersi, le gambe si appesantiscono, la frequenza del battito cardiaco aumenta, la respirazione comincia a farsi affannata, spunta un fastidioso raggio di sole da dietro alla montagna, decido di spingermi fin dentro il porto. Incontro e incrocio tutti quelli che avevo lasciato qui l’anno scorso. Credo siano rimasti immobili e intatti, come sotto una campana di vetro. Ci sono gli ex colleghi. Quelli della palestra. Quelli del bar. Quelli che corrono con occhiali da sole e visiera. Quelli che durano due giorni. Quelli che camminano e cammineranno sempre. Quelli sopra i cinquanta. Quelli del circolo canottieri con le loro larghe spalle nelle tutine attillate della nazionale italiana. Quelli che si preparano per la maratona. Gli under tredici che corrono con il pallone sotto braccio. Gli under tredici che corrono con il pallone incollato al piede. Le signore di mezza età nelle loro imbarazzate e pesanti tute ipercoprenti. Le belle ventenni che corrono in coppia. Le belle e timide ventenni che corrono da sole. Le quindicenni che cercano marito. I quindicenni che cercano la prima esperienza sessuale. Quelli con il walkman nelle orecchie. Quelli con la canottiera a rete e gli short fluorescenti. Ci sono le comparse di una vita passata. Ci sono i piccioni grossi come gabbiani. I gabbiani come albatros. I topi come gatti. I gatti, come…no, i gatti sono normali. Ci sono i pescatori. Gli sfruttatori e gli sfruttati. C’è la famigliola di stranieri zainoinspalla. Ci sono quelli che portano a spasso il cane, con l’aria del condannato all’ergastolo. Ci sono i marinai della capitaneria. E quelli delle navi. Più sporchi e senza divisa, ma che decisamente rendono meglio l’idea del mare e di ciò che voglia dire trascorrerci una esistenza. Ci sono i pensionati che sono andati a timbrare il cartellino sulle panchine che occuperanno per tutta la mattinata. Ci sono le Palme, Miami Beach Style. Ci sono quelli vestiti con la prima cosa che hanno trovato sotto mano. E quelli che , manco a una sfilata di Prada! Ci sono i solitari. E le mandrie di corridori. Ci sono quelli che cercano di starti dietro , per sfruttare la scia. Ci sono quelli che vanno a correre per poi fare stretching al bancone del cornettificio. Ci sono quelli che, seduti, guardano il mare e leggono il giornale. E quelli che lanciano occhiate bramanti al culo delle ragazzine. Inutile dirvi che io adoro tutta questa marmaglia. Alle sette del mattino la strada è lo zoo più bello e completo del mondo, anche se un paio di gabbie ci vorrebbero. Il fatto è che, anche se con infinite diversità, ognuno di questi simpatici figuri avverte, allo stesso modo, il diritto di correre come, dove, quando e quanto vuole. E per mantenere intatto questo diritto egli sarà disposto a non concedere strada a nessuno. Sia esso un altro corridore, una bici, una macchina o anche un treno. Come arroganti e fieri cavalieri d’altri tempi, senza regno, senza stemma, senza cavallo, senza nemmeno un’armatura che gli ripari le membra. Con solo le loro gambe e i polmoni e con le incrollabili nevrosi da bambini viziati, i nostri combattono ogni mattina una battaglia contro la strada e contro essi stessi…e solo loro ne sanno il motivo! (….continua…)
Quand'è che il futuro è passato dall'essere una promessa a essere una minaccia?
Solo quando inghiottiremo questo pianeta Dio ce ne darà un altro. Saremo ricordati più per quello che distruggiamo che per quello che creiamo.
Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto.
Chuck Palahniuk - Invisible Monster
Ma ci si può incantare nel vedere una giovane donna mangiare una bruschetta?
Faccio finta di ascoltare i sui progetti per l’estate, in altri momenti avrei pensato che me li stesse raccontando perché avrebbe voluto che ne facessi parte . Ora invece l’unica cosa che riesco a fare è strabiliarmi della grazia e della innata eleganza di chi ho di fronte. E delle differenze, ovvio.
Evito di pensare alla visione che ha lei, e mi perdo in quella che ho io in quel momento e che mi rimarrà impressa per molto tempo. Labbra rosa prive dell’ odiato rossetto, carnose ma strette, rese lucide dall’olio. Si muovono in maniera ipnotica, circolare, senza mai aprirsi. Vanno avanti e indietro quando mastica e si allargano solo quando deglutisce. D’un tratto si fermano, lei le pulisce e sorseggia un po’ di vino. “Ti piace quello che hai ordinato?” “un po’ piccante!” “se vuoi facciamo a cambio” “che dolce!” “io o il vino?” Mi accenna un sorriso. Le donne, le giovani donne, sono così….si sforzano a fare tutto in maniera esteticamente perfetta. Non ho mai capito se è una forma di disciplina autoimposta o è pura essenza, so solo che mi affascina un casino, a meno che non pretendano lo stesso da me. Non è schizzinosa e sospettosa, non passa il cibo prima sotto la lente di ingrandimento per vedere che c’è sopra, si fida ed è aperta a nuove esperienze, buon per lei. Apre poco la bocca, fa piccoli morsi, mastica lentamente con movimenti stretti, come se volesse scioglierlo il cibo, rumore neanche a parlarne, non accumula parte del boccone nei lati delle guance, come il tipo che ho di lato, precisa caricatura di Marlon Brando ne “Il Padrino-parte I” e di Marlon Brando nella vita reale. Posso solo sperare di non assomigliargli, nemmeno in minima parte.
Dovrebbe proprio far pagare il biglietto, meglio dello yoga, è rilassante, quando….vengo scosso da un violento schiaffo verbale, e, ahimè, di vie di fuga neanche l’ombra!
“Ma io e te, che siamo?” che dolore! “esseri umani!” maledetto sarcasmo, se possibile serve solo a peggiorare le cose, ormai non riesco più a tenerlo a freno “cerca di essere più preciso, hai capito a cosa alludo…” il tono di voce si fa minaccioso, questa non la dribblo neanche fossi Garrincha “che vuoi che ti dica…mi sembra che le cose funzionassero bene così!” “e da che hai capito che le cose vanno bene così come sono? No, perché mi sembra di non averlo mai detto, io…” Abbiamo finalmente trovato il life-motive della serata. Mi sa che il progetto per l’estate della giovane donna sono IO!
Ha piovuto tanto oggi. Ma ora ha smesso e sembra tornata la calma, appena calato il sole. Non me lo perdo lo spettacolo. Pausa dallo studio e dalle nevrosi che esso procura. Caffè, leggero…che sono già abbastanza nervoso. Sciacquata di faccia…abbondante, asciugamano di cotone ispido su barba morbida, so che dovrebbe essere il contrario, ma che ci volete fare! Un cucchiaino di zucchero. Come al solito l’ho fatto troppo forte. Vorrà dire che ne prenderò di meno. Promesse già sentite. Tazzina preferita, quella sbeccata e pesante. Mano in tasca, mi affaccio al balcone. Troppe mosche, che rabbia! Decido un azzardo, esco sul terrazzo. Pronto a rimpallare sicuri attacchi materni per ciabatte bagnate. “perché? ha piovuto?” “Non mi ero accorto che era bagnato!” “C’era un passerotto in difficoltà e volevo aiutarlo! Poteva essere una piccola aquila reale!”. Plausibile. Il fatto è che è uno spettacolo da vedere senza filtro. Soprattutto se il filtro è costellato di piccole cagate di amorfi tafani. Cerco di non guardare in basso. Non perché soffra di vertigini. E’ che lo spettacolo sottostante è disarmante. La solita invadente puzza di umanità. Noto un angolo. Il mio angolo del terrazzo. E’ asciutto. Mi ci accovaccio. Devo rivedere la mia definizione di asciutto. Dilagante sensazione di umido sulle mie terga. Attimo di fastidio che diventa scoramento al solo pensiero di ciò che mi toccherà sentire una volta entrato. Conseguenze di una trovata geniale che ricadono sul jeans nuovo pulito. Decido che ci penserò dopo. Poggio la testa al vetro e sorseggio. Spettacolo grandioso. Il cielo. Rosso acceso all’orizzonte. È geometrico, squadrato, non ci sono sfumature o ombreggiature di sorta. Sembra che il Padreterno andasse di corsa stasera. Ha dato una pennellata netta, senza i chiaroscuri e le contrapposizioni che tanto gli piacciono. E’ il disegno di un bambino. Mancano i gabbiani fatti a V, per il resto è uguale. E’ un rubino brillante che si immerge nell’acqua e la tinge di sangue vivo, creando una luce accecante che si allunga dall’orizzonte a casa mia. E su di esso uno spettacolo irreale, che della realtà moderna è rappresentazione più viva di quelle fornitaci quotidianamente. Una nave militare, mi dicono essere un dragamine (spero si dica così), fa rientro in porto superando le malconce e barcollanti imbarcazioni, per lo più gozzi, dei tanti pescatori che a quell’ora fanno rientro dopo aver sistemato le reti a mare. Le rialzeranno l’indomani all’alba. Andrà bene se vi troveranno qualcosa per il loro pranzo. Più normale per loro sarà issarle vuote e strappate dalle nuove scogliere poste sul fondale per l’allargamento artificiale della spiaggia. Business diversi , ora contrapposti. I pescatori della zona, per lo più tutti oltre la sessantina faticano a stento per mantenere la direzione. Ma hanno visto di peggio. Dal centro del golfo si avvicina lentamente un panfilo. A mano a mano che procede verso di me, assume le dimensioni di un transatlantico. Come tutte le cose importanti e imponenti attira l’ attenzione, è naturale. Avrà più di cinque piani. Lunghezza nemmeno ipotizzabile per uno come me abituato alla modestia. Elicottero dolcemente poggiato sul ponte più alto. Due motoscafi di una quindicina di metri come contorno-appoggio. Frenetica attività a bordo. Resteranno per la notte, penso. Per un momento ho voglia di prendere il binocolo e sbirciare in quella cuccagna da nababbi. Poi ci penso ed ho quasi pena di me e del mio vip-watching. Smetto allora di rivolgermi all’orizzonte, mi si cala il capo e finisco per porre lo sguardo verso il basso. Toh! C’è la pianista. Sulla sinistra. È uscita anche lei per non perdersi lo spettacolo. O forse ne fa parte. Vorrebbe leggere, ma sicuro che non ci riesce. È alta e esile, con lunghi capelli castani tenuti su arrotolati con un bastoncino, forse una matita. Magliettina che lascia scoperto l’ombelico e short. Entrambi blu scuro. Quando non c’è traffico si sente la musica del suo piano. Da qui non ne distinguo i lineamenti. Sembra carina, anche se non l’ho mai vista se non da lontano, affacciata al balcone di casa. Ma questa è un’altra storia. Esce mio padre. Mi guarda e mi fa “ In caso di ritorsioni punitive, io nego tutto….e dirò che il primo ad uscire sei stato tu!”. Scuoto la testa sorridendo come per dire che già lo sapevo e che la pera non cade mai lontana dall’albero. Mi fa l’occhiolino con il capo rivolto al Luna Park galleggiante. Come per dire: visto che bagnarola?. Gli chiedo se sa chi sia il giostraio. Me lo dice, lo ha visto sbarcare la mattina con tanto di mega-scorta antimarmaglia questuante. Non ci posso credere. Non posso credere in realtà nemmeno nel mio stupore. Non posso credere al fatto che me ne freghi qualcosa. Comunque, son disposto a passare sopra a tutto ciò che penso di te e di quello che fai….passerò sopra quei momenti di sconforto e nervosismo che ho passato a causa tua…e ti darò comunque il benvenuto a casa mia….maledetto bastardo figlio di puttana!
Non ho l’arroganza,la precisione, la meticolosità e la frenesia di chi è abituato a prendere! Non ce l’ho perché non mi è mai stato tolto nulla; mi è stato semmai negato qualcosa; in effetti, molto mi è stato precluso negli anni….ma tolto, nulla che io ricordi; almeno senza il mio seppur tacito assenzo! Solo chi aveva qualcosa che poi gli è stata tolta sviluppa un sistema che egli definirà di difesa, ma che in realtà è di accaparramento e divoramento feroce. Chi subisce una sottrazione avvertirà il diritto/dovere di sviluppare e convogliare tutte le sue capacità al fine di estorcere e assimilare tutto ciò che avverte come proprio, sia esso un oggetto, un sentimento, uno stato d’animo, un carattere, una vita.
Credetemi, non vedo l’ora che qualcuno mi scippi il lecca-lecca dalle mani!
Domande di inizio estate di un inizio secolo qualsiasi:
Del Piero o Cassano? Che media hai? Che vuoi fare da grande? Ma tu credi nella vita dopo la morte? Ma cos’è la Destra? E cos’è la Sinistra? Cosa saresti disposta a fare pur di diventare una letterina? Quanto guadagni? Quanto vorresti guadagnare? Quale Terminator preferisci? E l’amore come va? C’è figa nel locale? Se tu avessi un mucchio di soldi che macchina compreresti? Sei favorevole alla clonazione umana? Perché le ragazze se la tirano così tanto? Ma perché non se ne restano a casa loro, questi immingrati? Chi ha inventato il punk, i Sex Pistols o i Ramones? Ma vale ancora la pena, andare a votare? Sposeresti un calciatore? Che macchina ha il tuo fidanzato? Sei di destra? Sei di sinistra? Ma come si fanno i soldi veri? Qual è la prima cosa che guardi in una donna? Quali sono le tue armi di seduzione? Davvero c’è qualcuno che vota Forza Italia? Perché non ci hai mai provato con me? Ma gli Handicappati che non si possono confessare, vanno in paradiso? Faresti un calendario di nudo…..artistico? Ma i tuoi genitori che pensano? E se stavolta lo facessimo senza il preservativo? Favorevole o contrario alla sperimentazione su cellule staminali? Ma da quando c’è sto palazzo di fronte casa mia? Ma coma ha fatto un tipo del genere a diventare Presidente del Consiglio? Dove vanno le anatre di Central Park d’inverno? (la più bella domanda che qualcuno possa porsi, infatti non è mia!) Quant’è lontana l’America? Ma quando mi sveglio? Vuoi ballare? Ma secondo te ha le tette rifatte? E se gli extraterrestri fossero umani venuti dal futuro? Ma Platinette …cos’è? Quanti esami servono per il rinvio militare quest’anno? Ma te l’ha data? Ti piace Monica Bellucci? Ma perché gli uomini sono così infantili e stronzi? Favorevole o contrario a questa guerra? Come si fa ad entrare nel mondo del porno? E in quello della prostituzione? Secondo lei, si dovrebbero ridurre le tasse? Favorevole o contrario agli OGM? Ma a che serve la laurea? Che si mangia oggi? Perché non vai in vacanza quest’anno? Ma è vero che tra poco i barracuda arriveranno sulla riviera adriatica? Qual è l’elemento discriminante, il sentimento, il bisogno primario e non, in funzione del quale gli umani prendono le proprie decisioni?
Lo so, molte di queste domande sono degli evergreen….non hanno né stagione, nè ere; ma le risposte…..quelle cambiano spesso, a seconda delle fasi lunari e delle ore di sonno!
Matrix è qui!! E, porca la miseria io non mi ci avvicino proprio ad essere l’eletto, proprio no! Le macchine, meglio i computer, ci comandano e scandiscono i tempi della nostra già arrabattata vita, ma non lo fanno per voglia di sopraffazione, ma per puro divertimento!!!!
Procedo a centoventi sulle strade della mia vita…sterzo a destra, a sinistra, discesa, salita, chicane e parabolica (ok magari non andavo a 120 all’ora…e magari non c’erano nemmeno la parabolica e la chicane…ma che importanza ha?), sta di fatto che procedevo vento nei capelli (!!!!) con la mia adorata macchina, klim acceso, e radio…insomma un pascià! Quando.... pofff poffff pofff
Con la mia macchina ho sempre avuto un rapporto che definirei affettuoso….non mi ha mai chiesto di intuire nulla, quando voleva qualcosa accendeva la sua bella spia e io provvedevo subito…praticamente la trattavo come una regina…non le è mai mancato nulla….vero è che qualche volta le ho chiesto prestazioni per così dire estreme, ma lei non mi ha mai detto di no…né ha fatto trasparire qualche disappunto. Poi tutto d’un botto…. pofff…..poffff…..poffff…..vacca di una macchina!!!
“Pà son rimasto a piedi con la macchina…..aiuto!!!” “Figliuolo, attaccati!!” “Cazzo….la cosa si fa seria!”
No prendete alla lettera ciò che scrivo….è solo il senso, il succo…mio padre non direbbe mai “attaccati” al suo figliuolo, e soprattutto non sarebbe mai così sintetico, ma partirebbe con un predicozzo di una mezz’oretta, cosa che in effetti ha fatto!
Chiamo l’elettrauto.
“Gianni….aiuto!!” “c’è il simbolo della chiave?” “si” “si è decodificata , non posso fare nulla” “ma come, così, all’improvviso?” “guarda che non hai la macchina di Roger Rabbit che ti parla prima di un guasto! torno a lavoro, attaccati!”
La prossima volta prendo la bici!
Chiamo il tizio che mi ha venduto la macchina.
“pronto c’è il tizio che mi ha venduto la macchina?” “chi?” “il rosso!” (non ricordo mai il suo nome, eppure dovrei, con quello che mi ha estorto!) “Ciao rosso….aiuto” “due minuti e sono li” “aleeluja…aleeeeluja”
Mi siedo sul cofano, tipo donna in difficoltà…poi mi ricordo di non avere le tette, e quindi faccio finta di darmi da fare. Apro il cofano, tolgo qualcosa che poi rimetto subito a posto per paura di provocare una fusione a freddo, stacco e attacco qualche spinotto di cui ignoro la funzione….mi atteggio insomma.
Intanto i due minuti promessimi dal rosso diventano un ora e un quarto.
Arriva il rosso sul suo motorino ciancicando una gomma, mi fa un occhiolino a mò di saluto…io ricambio con due …di cui il secondo involontario, perché mi si è inceppata la palpebra!
Prende un computerino, stacca e attacca uno spinotto tipo presa scart, al che io penso: ma guarda avevo il motore con il videoregistratore e non lo sapevo! Sentenzia “si vede che è passato del liquido dai fari o dall’abitacolo alla centralina elettrica che manda in corto qualche fusibile e qualche valvolina del decodificatore interno…” “beh ovvio...e con ciò?” “la centralina va in corto e non ti riconosce la chiave” “ah…e se gliela faccio annusare?" “eh?” “come ai cani….” “che?” “nulla, lascia perdere! Quindi è cosa di una valvolina…di un fusibile?” “ehm….”…….. “spara, rosso” “devo vedere, devo aprire, devo provare” “SPARA” “centoventi” “cazzo, rosso….ma sei fuori? Mettiti almeno il passamontagna prima di rapinarmi!!” “mo vediamo che possiamo fare….jà!”
Il che vuol dire che mi toglie 10 euro.
Ma porca di quella miseria…da lei non me l’aspettavo. Ma ora si cambia atteggiamento: come prima cosa niente più lavaggio curato con bimbo marocchino che le passa la cera a mano fuori e dentro…..da ora in poi, spazzoloni e aspirapolvere. Ritorsioni, Minchia!
Com'è che funziona per voi con le cose sbagliate....prima si fanno e poi vi si trova una giustificazione, o prima si trova una giustificazione e poi forse si fanno??? (pensierino della sera in una giornata di m...)
Ci vieni a mare domani?…No, non credo, anche perché come puoi ben vedere sta abbondantemente diluviando!…No, che non sta diluviando, è solo qualche goccia d’acqua, e poi mica ci andiamo se piove!…Lo so, ma cmq la sabbia sarà bagnata, trovi?…E tu non ti ci andare sulla sabbia!…Ma tu ti ascolti mai quando parli?…quasi sempre! Allora, ci vieni?…Non ci penso proprio! Passati i 16 anni, il mare è una palla!…Sei un disfattista, perché non vuoi venire?…Facciamo così, ancora non mi sono fatto la ceretta inguinale, ti va bene come scusa o mi devo inventare qualcosa di più fantasioso?…E quanto ti ci vuole a fartela?…2 settimane,e con la mietitura ci imbottisco un cuscino!!…Sai che viene anche la tipa di ieri, puoi chiederle di farla insieme la ceretta, chissà magari riuscite a tiraci fuori tutto il corredo nuziale! (seguirono grasse e isteriche risate…è un periodo che ci si aggrappa proprio a tutto pur di non pensare!)
Continua solo per voi il prontuario dei capisaldi….forse un po’ banali, ma fottutamente veri, provate a negarlo!!!
Chi vive nella convinzione che gli altri lo vogliano fregare, irrimediabilmente tenderà sempre a fregare chiunque abbia a che fare con lui, senza il minimo rimorso!!